Economia fisiologica

 In Educazione finanziaria, Investimenti

Wikipedia definisce la fisiologia come “la branca della biologia che studia il funzionamento degli organismi viventi e, in particolare, le modalità attraverso le quali il corpo riesce a mantenere la stabilità dell’ambiente interno”.

Cosa c’entra la fisiologia con l’economia? Molto, a mio parere.

L’economia mondiale è la somma delle economie dei singoli Paesi che a loro volta sono la somma delle economie dei loro cittadini. Dunque la buona gestione dell’economia di ognuno ha un impatto sull’economia della comunità in cui ogni soggetto vive e poi, a catena, sull’economia di aggregati più grandi come i Paesi e così via.

Ma cosa c’entra la fisiologia con questa affermazione?

La buona gestione dell’economia personale deriva dalla riscoperta del legame stretto tra la gestione delle proprie risorse con la fisiologia umana, cioè con i bisogni primari di ogni individuo. Tutto questo finalizzato alla stabilità dell’ambiente in cui viviamo.

Da molti anni a questa parte siamo abituati invece a pensare alla gestione delle risorse come al modo in cui investirle per diventare ricchi e/o a spenderle per consumarle. Niente di più deviante. La gestione fisiologica delle risorse deve partire dall’analisi dei bisogni.

Nel 1954 Maslow distribuì i bisogni dell’uomo all’interno di una piramide. Sosteneva che il passaggio dal primo al secondo gradino fosse possibile solo se i bisogni del primo fossero stati completamente soddisfatti.

 

Maslow

 

Maslow faceva riferimento agli aspetti socio-psicologici dei bisogni umani, ma se trasportiamo lo stesso criterio in ambito economico, possiamo individuare la nostra piramide i cui tre gradini sono:

  1. Protezione
  2. Previdenza
  3. Investimento

E anche per questa piramide vale la regola di Maslow. Se non è soddisfatto il primo gradino non si può passare al secondo.

Ma cosa significa Protezione? Significa coprirsi dai rischi patrimoniali e non patrimoniali che gravano su di noi.

Una casa che prende fuoco, un danno fatto ad un terzo, un furto subito, una malattia o un infortunio che ci impediscono, in tutto o in parte, di lavorare. Questi rischi esistono per chiunque anche se non con la stessa incidenza. È importante che ciascuno li esamini e valuti quanto potrebbero impattare economicamente sulla propria vita. E’ molto probabile che le conseguenze economiche di uno di questi rischi possano consumare in un attimo tutti i frutti ottenuti da un investimento pluriennale.

In Italia invece, vigono storicamente due modi di affrontare questi argomenti. Li trascuro perché il mantra è “perché dovrebbe capitare proprio a me?”. Oppure mi autoassicuro tenendo sul conto corrente somme superiori al necessario perché “non si sa mai, succedesse qualcosa”. Se il primo metodo è una sfida da kamikaze, il secondo è quantomeno inefficiente.

Qualcun altro obietta che esistono coperture statali (INAIL) per infortuni e/o malattie invalidanti. Ma leggendole nei dettagli capiremmo che non sarebbero sufficienti a garantire il mantenimento del precedente tenore di vita. Pertanto è importante selezionare le coperture a noi più utili offerte dalle compagnie assicurative.

Passando al secondo gradino della nostra piramide, incontriamo la Previdenza.

I nostri nonni o i nostri genitori ci hanno detto almeno una volta “sii previdente” prima che facessimo un viaggio o intraprendessimo qualcosa di nuovo. Non credete che anche la programmazione economica di una vita necessiterebbe di tenere a mente lo stesso consiglio? Sii previdente. Ciò che risparmi mettilo da parte per il futuro. Accumulalo in modo che quando percepirai la pensione il tuo tenore di vita non debba ridursi drasticamente o addirittura debba fronteggiare una caduta in povertà. Sì perché la pensione ammonterà a una percentuale del nostro reddito da lavoro.

Esistono diversi modi di accumulare che rispondono a esigenze e profili di rischio diversi.

Solo al terzo e ultimo gradino troviamo l’Investimento.

Ricordate la regola della piramide. Si investono le risorse che avanzano dopo aver soddisfatto i bisogni di Protezione e Previdenza. Purtroppo in Italia ciò accade raramente. Si investe prima di proteggersi e di pensare alla previdenza. Ma una piramide rovesciata non sta in equilibrio.

L’Investimento ha lo scopo di rispondere alla domanda di realizzazione di progetti realistici, non quello di arricchire.

Impariamo a conoscere e a seguire questi semplici criteri e la gestione delle nostre risorse sarà non solo più vicina ai nostri bisogni reali (cioè fisiologici) ma anche ecologica, perché la comunità, la regione, il Paese nel quale viviamo ne beneficeranno.

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