Tasso fisso o tasso variabile?

 In Educazione finanziaria, Investimenti, Risparmi

Anche ammesso che la banca ci conceda un mutuo, molto spesso non sappiamo se è meglio scegliere il tasso fisso o quello variabile. Ci affidiamo, come sempre, ai consigli di amici, parenti o della banca stessa. Vediamo le differenze.

Per i mutui a tasso fisso l’indice di riferimento è l’EURIRS (detto anche IRS – Interest Rate Swap).
Viene diffuso giornalmente dalla Federazione Bancaria Europea. A questo tasso viene aggiunto lo Spread, che altro non è che il guadagno della banca e varia a seconda della banca, del mutuo, della sua durata, ed è anche influenzato dalle condizioni generali del mercato del credito. A tutto questo si aggiungono spese di istruttoria pratica, spese incasso rata, perizia sull’immobile e qualsiasi altra cosa possa dettare la fervida fantasia dei banchieri. Chi sceglie il mutuo a tasso fisso paga un interesse maggiore, ma l’importo della rata resterà costante per tutta la durata del prestito. E’ consigliato a chi non vuole sorprese in futuro e preferisce mantenere inalterata la rata mensile di rimborso fino alla fine.

Per i mutui a tasso variabile, il tasso di riferimento è l’EURIBOR, sempre diffuso giornalmente dalla Federazione Bancaria Europea e si basa sulla media ponderata dei tassi di interesse ai quali le banche concedono i prestiti. Un altro parametro che viene utilizzato per indicizzare i mutui a tasso variabile è il tasso BCE, che è il tasso al quale la Banca Centrale Europea concede i prestiti alla banche dell’Unione Europea. Anche ai mutui a tasso variabile viene aggiunto lo Spread come per i mutui a tasso fisso, e per le stesse finalità: far guadagnare la vostra banca. Il mutuo a tasso variabile può essere un’ottima scelta quando i tassi tendono a scendere ma, nel caso risalissero, le rate mensili subirebbero delle variazioni imprevedibili. È quindi sconsigliato a chi potrebbe trovarsi in difficoltà se le rate (magari calcolate già in partenza eccessive rispetto al proprio reddito) aumentassero mettendo a rischio una quota troppo elevata del proprio stipendio.

Familiarizzare con questi termini ci permette di scegliere e di non dover dipendere da consigli di terzi che, anche se disinteressati, molto spesso non conoscono come noi le nostre reali esigenze.
Quindi, da oggi, proviamo a stupire i funzionari bancari spiegando loro cosa vogliamo veramente!

Dalla rubrica di Cristina Perciaccante “Gestione del denaro” > Portale delle Donne

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