Insegnare l’uso del denaro ai nostri figli

 In Educazione finanziaria

La non conoscenza porta guai

La recente crisi finanziaria ha dimostrato quanto l’ignoranza nella conoscenza dell’uso del denaro e le scelte finanziarie sbagliate possano causare dei gravi danni a lungo termine nella stabilità economica di diversi paesi, per questo motivo aiutare le generazioni future ad evitare gli errori commessi nel passato è di fondamentale importanza.

Corriamo ai ripari

Insegnare ai propri figli le nozioni essenziali sul funzionamento del denaro, ovviamente rispettando la loro fascia d’età, non è più qualcosa da sottovalutare o rimandare ma i primi a dover imparare la lezione sono gli stessi genitori, se no si rischia di finire nel Cliché del predico bene e razzolo male.
Il metodo di insegnamento e l’approccio all’uso dei soldi sarà differente per i bambini e per i ragazzi, considerata la diversa capacità di comprensione e maturità.

Dai più piccoli…

Con i bambini che frequentano le elementari si può iniziare educandoli al risparmio energetico domestico, all’ uso parsimonioso dell’acqua e al non spreco in generale, nonché alla comprensione del fatto che i soldi non sono una risorsa illimitata perciò non si può comprare tutto ciò che chiedono (giochi, feste di compleanno), è importante anche consentire loro di fare dei piccoli acquisti, portarli quindi a osservare il prezzo e fare una scelta in base ai soldi che gli sono stati dati.
Si può anche fare un esperimento dando loro tre barattoli, uno in cui metteranno il loro risparmi, in un altro metteranno dei soldi da destinare all’acquisto di qualcosa che desiderano (come un gioco oppure l’acquisto di un biglietto per il cinema) e poi un altro barattolo per la condivisione (offerte per beneficenza o i regali di compleanno dei loro amici).

Esistono anche dei giochi di società incentrati sulla contrattazione che seppur in maniera molto generica possono offrire delle nozioni base sul funzionamento del denaro, questi giochi creano dei momenti in cui genitori e figli possono confrontarsi sull’argomento con leggerezza.

…ai più grandicelli…

Nel momento in cui diventano ragazzi di 12/13 anni allora si può iniziare a introdurre il discorso della paghetta, magari in cambio di un aiuto domestico che può essere l’escamotage per dargli l’input di contribuire in casa in cambio di un pagamento e magari chiedere loro di usare la paghetta per i propri eventi sociali o le proprie piccole spese (musica, libri…).
Ecco che quindi si offre loro un educazione al risparmio più realistica, comprenderanno che con una paghetta possono mettere da parte qualcosa che con pazienza crescerà nei mesi sacrificando qualche ora del proprio tempo per rendersi utili in famiglia, trarranno un beneficio economico e in futuro potranno acquistare qualcosa che desiderano.
È importante insegnare loro ad avere degli obiettivi d’acquisto che non siano impossibili da raggiungere perché ciò diventerebbe frustrante, qualcosa che possa essere magari raggiunto nell’arco di un anno. Iniziare a spiegare ai ragazzi i nostri ragionamenti finanziari per quanto riguarda le spese quotidiane e mensili cioè quali sono le domande che ci facciamo e le scelte (una spesa che deve essere rimandata perché non riusciamo a coprirla, una spesa che è meglio non fare perché non necessaria e così via) insegnare loro a rinunciare alle cose futili per qualcosa di più utile (evitare piccole spese per poter comprare un tablet che potrebbe aiutarli nello studio).

Fino ai giovani adulti

Con i ragazzi che frequentano le superiori si può continuare spiegando loro quali sono i prodotti finanziari di base, come i conti di risparmio, i prestiti e il funzionamento delle carte di pagamento, la maggior parte dei giovani in età liceale ha le conoscenze matematiche per elaborare le percentuali, quindi perché non mostrare loro il calcolo del pagamento degli interessi passivi (tan, taeg eccetera) o il calcolo dell’interesse composto, il tutto col fine di accostarli alla vita reale, spiegare anche causa ed effetto della cattiva gestione del denaro (se io spendo più di quel che ho, poi mi ritrovo in una situazione di debito che può trascinarsi anche per diversi mesi e portare la famiglia a una situazione di disagio economico).
Ecco quindi fare attenzione a spiegare in base alla fascia d’età quale può essere l’uso corretto del denaro e quali siano le scelte finanziarie da attuare.
Per quanto riguarda i ragazzi che frequentano l’università si può chiedere loro di trovare un piccolo lavoro che in parte sostenga i costi dei loro studi, senza esagerare visto che l’intento è quello di responsabilizzarli non di ritardare i loro risultati accademici. In questa fase universitaria l’età adulta è ormai vicina e presto si ritroveranno a dover fare i conti con lo stipendio e le loro spese, meglio perciò che siano pronti ad affrontare il mondo reale con la giusta serenità economica data dalla conoscenza finanziaria acquisita fin da piccoli.

Procrastinare: mai più!

L’educazione finanziaria è inevitabile se si vuole crescere dei figli che da adulti saranno dei risparmiatori, investitori e consumatori responsabili. Non rimandiamo di coinvolgerli con il solo intento di proteggerli, tenerli a digiuno di educazione finanziaria è la decisione più sbagliata che possiamo prendere.

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